la città vista come nodo di una rete che si estende a scala globale, però con la caratteristica aggiuntiva di essere un elemento fisico e pulsante. Cesare De Seta scrive che anche se pervaso dalla tecnica lo spazio urbano è sempre terreno, in pratica sottolinea la solidità strutturale  del territorio e quindi la sua capacità di attrarre visitatori/navigatori/finanziatori. Spetta quindi alle culture locali  proporsi come contenuti per il proprio nodo, pena il sostanziale fallimento. L’interpretazione del territorio è un compito di crescente complessità, poiché ogni uomo costituisce un fattore attivo di modificazione del territorio, sicché l’esigenza di rintracciare informazioni riguardanti aspetti sempre più di dettaglio va a scontrarsi con l’effettiva possibilità e necessità di giungere alla sintesi  che si presenta come indispensabile punto di partenza per l’agire successivo.  Tale è la metodica  prospettata: mettere a punto una terapia che aspiri a governare le situazioni e progettare i tessuti urbani con rispetto alle condizioni sociali sempre più  complesse, innestare cellule virtuose in ambienti urbani devastati dalle sovrascritture.  ]]>

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here