30 disegni 30 architetti under 30

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Durante la Design Week , uno degli eventi svoltisi in collegamento con l’edizione 2016 del Salone del Mobile di Milano, la galleria Tulpenmanie ha ospitato un’esposizione di 30 disegni di architettura, selezionati tra 300 lavori giunti da 46 paesi diversi del mondo. Il focus della mostra era sulle visioni di architettura, città e paesaggio di architetti che hanno meno di 30 anni. Abbiamo intervistato il curatore, l’architetto Lorenzo Degli Esposti. Domanda – In questo mondo globalizzato gli under 30 mostrano un recupero del senso del genius loci? Risposta – Più che all’idea di genius loci – che tra l’altro è un concetto piuttosto difficile – si nota che molto spesso i disegni si riferiscono ad altri disegni. Quindi più che riferimenti ai 46 Paesi da cui vengono queste tavole, si trovano collegamenti con diverse scuole del disegno. Come sono stati scelti i disegni? Sono stati scelti da una giuria* ogni membro della quale aveva a disposizione 10 preferenze. Alla giuria hanno partecipato personaggi quali Andrea Branzi e Franco Purini: grandi disegnatori, docenti, critici, storici e progettisti esperti. Ciascuno di loro poteva esprimere le 10 preferenze secondo criteri propri, non definiti a priori. Sono prevenuti oltre 300 disegni trai quali sono stati slezionati, in base al numero di voti ricevuti, i trenta che sono stati esposti. Anche i disegni che hanno ricevute poche preferenze sono stati esposti, ma in un’altra sede. In Europa vi sono almeno due correnti differenti in campo architettonico: vi sono scuole che prestano maggiore attenzione all’impalcatura strutturale e altre invece (come quella italiana) molto orientate all’aspetto artistico del disegno… Come si manifestano tali diverse scuole di pensiero in queste opere giovanili?    Anzitutto noto che le diverse scuole sono in realtà molto numerose. Chi ha ricevuto il numero maggiore di preferenze è un’indiana, che però non è detto si sia formata secondo tradizioni del suo Paese, dal momento che ha studiato in scuole anglosassoni. In Italia si può dire vi siano varie scuole o ” tendenze”, per esempio l’approccio alla Aldo Rossi è ben ravvisabile ma non è geograficamente localizzato. Del resto gli autori si spostano parecchio… V’è poi la tendenza radical, altra grande categoria che include tanti soggetti… Insomma, è molto difficile generalizzare sinteticamente la provenienza dalla scuola. Nella sola Milano ci sono diversità tra la scuola che si è sviluppata a partire da Aldo Rossi, rispetto a quelle che si confrontano nell’ambito del Politecnico in questi anni, dove approcci e tendenze si incrociano e risultano mutuamente contaminanti e sfumati… Una volta nella sede della Bovisa c’era la continuazione della scuola che chiamiamo ” la Rossiana” e nella parte storica invece, quella di piazza Leonardo, prevaleva la tendenza vicina a Gregotti. Ora nella si registra la compresenza di un approccio sintattico basato sulla griglia, e di un approccio all’inglese basato sul designo artistico, svincolato dalle linee rigide. Senza poi considerare che il disegno di architettura non è architettura propriamente detta… quindi nel disegno, le caratteristiche del progetto architettonico risultano, per così dire, depotenziate. Tantissimi dei disegni in mostra non sono progetti e mai lo saranno: magari riflettono generici interessi ma non arrivano ad avere una chiara impostazione compositiva o sintattica… Spesso sono solo divertimenti. In che modo vi si ravvisa la crescente attenzione per le qualità ambientali e l’attenzione per gli sviluppi tecnologici? Ogni aspetto tecnologico ovviamente fa parte dall’architettura. E tanta parte della tecnologia è rivolta alla sostenibilità dell’edificio. Ovviamente non si può dire che l’attenzione verso sostenibilità non sia presente nei disegni, tuttavia non ritengo che questo sia un dato importante. Tutti gli edifici, da sempre, proteggono dal caldo e dal freddo, e da sempre non si misura l’importanza di un edificio da quanto protegge dal caldo o da quanto consuma. La qualità di un edificio si vede in quanto critica i precedenti edifici, e in quanto riesce a cambiare lo stato delle cose: non da quanto riesca a contenere l’impatto ambientale. Se non vogliamo far danni all’ambiente, tanto vale lasciare la foresta così com’è. Ma se devo costruire, devo adattare l’ambiente alle necessità umane… Una valutazione complessiva degli obiettivi raggiunti con questa originale mostra? Quel che mi ha interessato, nel concepirla, è stato di permettere a chiunque di partecipare: al di fuori delle logiche di clan che oggi dominano, sopratutto a Milano. E che hanno l’effetto di una specie di censura. Ci sono delle chiarissime censure da parte di gruppi ben specifici e individuabili: lo si vede nelle riviste, nelle scuole e in tutto un contesto in cui l’individualità dell’autore, del ricercatore e dell’architetto viene sempre piegata dai logiche di clan. Ma questa situazione è proprio il contrario di quel che dovrebbe essere la cultura, di quel che dovrebe essere la ricerca architettonica. E più si è giovani, peggio è: i giovani infatti sono disarmati a fronte delle pressioni degli ambienti “che contano”, a prescindere dalle loro qualità personali. Un architetto di 25 anni è meno attrezzato di uno di 50: ha avuto meno esperienze e sa meno come muoversi. Gli under 30 sono soggetti a rischio in questa logica clientelare che imperversa dalle nostre parti – e chissà in quanti altri luoghi. L’idea quindi era di chiamare tanti autori molto diversi tra di loro per comporre la giuria. Trenta giurati, ciascuno con idee molto diverse, escludendo ogni possibile accordo e ogni possibile predeterminazione. Perché la logica di ogni concorso che ho visto a Milano, sia nel campo dell’architettura, sia nel campo della docenza, sia nel campo della ricerca, sembrava dominata dalla finzione. Il cavallo vincente sembrava già noto a priori… In questo concorso invece abbiamo seguito rigorosamente il criterio dell’anonimato, i giurati si sono espressi via Internet, e tutta la procedura è stata trasparente e resta rintracciabile. Mi auguro che questo possa servire in qualche maniera a liberare energie, a far emergere persone nuove che altrimenti rimarrebbero incagliate in altre attività. Oggi tanti giovani pensano che sia più importante fare networking che mettere a punto la propria formazione professionale. E questo mi sembra demenziale. Con questo premio vogliamo dare visibilità a giovani che mostrano attitudine al disegno. Confidando che se così si valorizzino dei talenti. A differenza di altre tendenze non prive di peso, rivolte a valorizzare chi sa portare borse ed esercitarsi nell’adulazione più che nella professione.

19 aprile 2016

Atieh Diba e Leonardo Servadio

*La giuria che ha selezionato i partecipanti comprendeva architetti conosciuti di tutta Italia: Matteo Agnoletto, Carmelo Baglivo, Baukuh, Marco Biraghi, Gianni Braghieri, Andrea Branzi, Marco Brizzi, Pier Federico Caliari, Elisa Cristiana Cattaneo, Alberto Ferlenga, Davide Tommaso Ferrando, Luca Galofaro, Cherubino Gambardella, Matteo Ghidoni, Ugo La Pietra, Fosco Lucarelli, Sara Marini, Antonello Marotta, Luca Molinari, Valerio Paolo Mosco, Domenico Pastore, Franco Purini, Maurizio Oddo, Renato Partenope, Maurizio Petronio, Carlo Prati, Luca Ruali, Valter Scelsi, Cristiano Toraldo di Francia, Angelo Torricelli, Daniele Zerbi. Sono stati selezionati i disegni di: Caterina Battolla, Andrea Benelli/Vincenzo Moschetti, Francesca Berni, Mattia Biagi, Alessandro Brunelli, Antonio Buonaurio, Augusto Fabio Cerqua, Beatrice Chiapponi, Collettivo 21/Benedetta Marinucci/Alessandro Toti, Collettivo Strabici (Marco Manzoni, Pietro Servalli), Concorde Architecture et Urbanisme, Claudia Consonni, Domenico Cristofalo, Roberto Da Dalt-Mariovic, Luca De Giorgi, Maria Francesca Di Alessandro, Lluis Daniel Dura/Lionel Esche, Elisa Fasce/Chiara Fedele, Luca Fischer, Charles Gastaud, Filippo Imberti, Shweta Joshi, Adrian Labaut Hernandez, Jacopo Lamura/Francesca Pagliaro/Cecilia Tramontano, Èva Le Roi, Nicolò Lewanski, Paolo Migliori, Andrea Benelli/Vincenzo Moschetti, Michela Palmisano, Salvatore Scandurra, Brigida Sciancalepore, Federico Segat, Lorenzo Serra, Tommaso Seveso, Jide Sleiman Haidar/Ekkachan Eimananwattana, Ben Weir. 13000235_1774002182831475_1568530893990265003_n I 300 candidati provenivano da 46 Paesi dei cinque continenti: Albania, Argentina, Australia, Austria, Bangladesh, Belarus, Belgium, Bosnia and Herzegovina, Brazil, China, Croatia, Cuba, Ecuador, Estonia, France, Georgia, Germany, Greece, Hong Kong, India, Iran, Iraq, Ireland, Italy, Japan, Lituania, Macedonia, Malaysia, Mexico, Montenegro, Nederland, Poland, Portugal, Romania, Russia, Ruwanda, Serbia, South Africa, South Korea, Spain, Switzerland, Thailand, Turkey, U.A.E., U.K., U.S.A Alcuni dei disegni esposti: [caption id="attachment_6439" align="alignnone" width="750"]01_Cerqua Augusto Fabio Cerqua (Italy), Contro la tassidermia. Technique digital collage on the painting The Ideal City by Fra Carnevale (between 1480-1484). 30 x 30 cm[/caption] [caption id="attachment_6440" align="alignnone" width="530"]02_Biagi Mattia Biagi Prima idea su fondo rosso Acrilico, carta e colla vinilica su cartoncino 42 cm x 29,7 cm[/caption] [caption id="attachment_6441" align="alignnone" width="1050"]03_Fischer-small Luca Fischer (Brazil). Untitled. Technique: Collage on paper. Dimensions: 46 x 30 cm[/caption] [caption id="attachment_6442" align="alignnone" width="520"]04_LeRoi Eva Le Roi (France). Sunday. Technique : Pencil on paper. Dimensions : 21 x 29,7 cm[/caption] [caption id="attachment_6443" align="alignnone" width="750"]document1 Nicolò Lewanski (Italy). Learning from Food / Apulia series. Technique: digital. Dimensions: 42 cm x 29,7 cm[/caption] [caption id="attachment_6444" align="alignnone" width="597"]06_Joshi Shweta Joshi (India). Visionary Landscape. Technique: Mixed Media. Dimensions: 84 x 112 cm[/caption] [caption id="attachment_6473" align="alignnone" width="640"]13020123_10209191708208598_1360956024_n Adrian Labaut Hernandez. New Cities The Ascension of Capillaria Drawing selected In the competition 3030, now in Exposition in the tulpenmanie Gallery, Milan.[/caption] [caption id="attachment_6475" align="alignnone" width="480"]author: lorenzo Serra(Italy), Title: Autonimia Eterotopica dell Cellula Technique, Collage Dimensions:40.5x40.5 author: lorenzo Serra(Italy), Title: Autonimia Eterotopica dell Cellula Technique, Collage Dimensions:40.5×40.5[/caption]   Lo spazio espositivo: [gallery ids="6438,6481,6482,6483,6484,6485,6486,6445"]   thanks to: Samira Shadpour]]>

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