Arriva Irma in una Miami fantasma #corrispondenze

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sold out, per tutte le destinazioni. E così parto da West Palm Beach, a un’ora e mezzo di auto da Miami, verso nord: alle 5 del mattino di venerdì. Dovevo arrivarci in auto. Trovare benzina sarebbe stata un’impresa… per fortuna avevo riempito il serbatoio il giorno prima, mercoledì, just in case, come si dice da queste parti… ma m’era costato oltre quaranta minuti di coda. Erano tutti in fila, pronti per scappare in auto. Da giovedì non si trovava più una goccia di benzina in tutta l’area di Miami, fino ad Orlando. Mi son messa in auto a mezzanotte di giovedì, diretta verso nord. L’atmosfera era da cataclisma. Guardare in giro dava un senso di sconcerto. Le strade deserte, sacchi di sabbia disposti davanti alle porte e alle saracinesche di tutti i negozi. Finestre tappate con pannelli di legno. Gli scaffali dei supermercati tutti vuoti. La città divenuta il fantasma di se stessa. Fa molta più impressione trovarsi immersi in questa trasformazione, che vedere la macchia bianca sugli schermi televisivi, che mostrava l’approssimarsi di Irma alla costa della Florida. Miami è divenuta uno scheletro, un contenitore vuoto. Si prevedono disastri alle Keys e gravi danni a Miami Beach e Brickell, soprattutto per gli allagamenti: 10-12 piedi d’acqua in tutta la fascia est, verso l’oceano, sia nella parte vecchia sia in quella nuova. Sono arrivata senza problemi ad Atlanta. L’aeroporto e la città erano pieni di persone che come me stavano fuggendo. Ovunque spaventate, preoccupate. Chi ha vissuto il passaggio di Anrew aveva il terrore negli occhi. Nel ’92 hanno già perso tutto, case, automobili, uffici. Danni per migliaia e migliaia di dollari. Per fortuna i danni alle persone furono contenuti: il governo mise una quantità di rifugi a disposizione di chi, per motivi fisici o economici, non poteva fuggire.  ]]>

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