Firenze, Cappelle Medicee. E se l’uscita fosse l’ingresso?

0
659
Firenze, Basilica di San Lorenzo. Vista aerea. Le Cappelle Medicee si trovano sotto la grande cupola. Foto "No machine-readable author provided". Richardfabi~commonswiki assumed (based on copyright claims). - No machine-readable source provided. Own work assumed (based on copyright claims)., Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=136892

di David Palterer

A fine settembre 2023 si è inaugurata la nuova uscita del percorso museale delle Cappelle Medicee, posta sul retro della Basilica di San Lorenzo. Il progetto è risultato vincitore di un concorso internazionale del 2018 e ha avuto una miglior sorte dell’uscita degli Uffizi progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei, la cui realizzazione è rimasta invece in bilico dal 1998. Il raffinato concetto progettuale, con cenni metafisici, redatto dell’architetto Paolo Zermani e Associati di Parma, risponde ai presupposti di un bando che pare non abbia consentito di affrontare alcune delle criticità del luogo.

L’accesso al museo è rimasto, per scelta, quello storicizzato del 1869, nonostante sia costretto in un contesto urbano “infelice” con marciapiedi minimi e dissuasori a incanalare i passanti e proteggerlo dal traffico degli automezzi. L’ingresso fa accedere direttamente all’ambiente della cripta, una soluzione di continuità con il caos della strada, e, nonostante l’apprezzabile sistemazione museale dello spazio da parte dei progettisti, i visitatori non sono indotti a cogliere l’importanza del luogo nella sua solenne intimità.

La nuova uscita sul Canto de’ Nelli. Foto courtesy di Stéphane Giraudeau -www.stephanegiraudeau.com

Il progetto presentato al concorso ha dovuto attenersi a un preliminare redatto dagli uffici della Soprintendenza e a rispettare le spazialità rese disponibili a seguito degli scavi archeologici che hanno riportato alla luce le mura romane della città. Nell’interstizio tra i reperti, il bando prevedeva la sistemazione di un bookshop e dei servizi, musealizzando gli stessi reperti. Tema centrale era caratterizzare, a livello della strada, un’edicola d’uscita, mantenendo, come da prescrizione, oltre la posizione della salita, la recinzione intorno a un’area di pertinenza posizionata a seguito delle demolizioni avvenute tra il 1933 e il 1935, quando il complesso fu liberato dalle case addossate intorno all’abside. In mezzo a quello spazio residuale tenuto a verde, nel 2007 era stata collocata la statua di Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, opera di Raffaello Arcangelo Salimbeni che, a causa della cantierizzazione dei lavori di scavo archeologico e in previsione della nuova uscita, era stata rimossa e ricollocata nel cortile della Dogana di Palazzo Vecchio.

Chi guadagna l’uscita nuova, scopre che il vano è privo di copertura, una mancanza che consente una notevole e suggestiva prospettiva visiva verso il cielo e uno scorcio verso la sagrestia vecchia e, una volta in piazza, si capisce che la piastra che giace a fianco, utilizzata dai passanti come seduta, è il solaio mancante della copertura.

La suggestiva prospettiva visiva verso il cielo e uno scorcio verso la sagrestia vecchia. Foto per gentile concessione di Stéphane Giraudeau – www.stephanegiraudeau.com

La gestualità poetica che accompagna i visitatori fuori dal museo, in mezzo al Canto de’ Nelli sfugge del tutto dal livello della strada, volendo, per la cesura della recinzione, lasciata dove e come era prima dell’attuale riqualifica: ma così respinge chi, incuriosito, tenta di avvicinare quell’oggetto architettonico. La cancellata, inoltre, divide il marciapiede e s’intromette nella spazialità urbana escludendola dalla vita della città. La percezione di un retro residuale di quello scorcio si rafforza per le “ferite” inferte dalle demolizioni del ’33, preferendo conservarle come testimonianza piuttosto che ricomporre la dignità dell’opera michelangiolesca.

Sono riuscito a eludere i custodi e a rientrare dall’uscita, constatando, come immaginavo, che l’esperienza della stessa “Promenade Architectural” in discesa, è decisamente meno efficace, eppure questo piccolo mio abuso mi ha fatto riflettere: se l’ingresso al percorso di visita alle Cappelle avvenisse dal Canto de’ Nelli?  Ipotizziamo di utilizzare un accesso esistente a lato della torre ascensore che, nell’occasione, ha subito un “upgrade” , è stato rivestito in lastre di Pietra Forte; con adeguati accorgimenti si consentirebbe il superamento della duplice criticità dell’attuale ingresso, sacrificato in quanto posto sul ciglio della strada, ma, soprattutto, il primo impatto di visita non sarebbe quello del luogo più riservato e suggestivo: la cripta. Mi chiedo infine un tale, possibile capovolgimento non potrebbe essere, oltretutto, funzionale alla razionalizzazione dell’intero percorso di visita?

_________________________________________________________________________

Pubblicazione gratuita di libera circolazione. Gli Autori non sono soggetti a compensi per le loro opere. Se per errore qualche testo o immagine fosse pubblicato in via inappropriata chiediamo agli Autori di segnalarci il fatto e provvederemo alla sua cancellazione dal sito

Previous articleLa guerra dei social, l’agonia della verità. L’opinione e la manipolazione
Next articlePope Francis’ urgent call for peace: “Brothers stop. Stop!”
DAVID PALTERER ARCHITETTO Nasce in Israele nel 1949, e si laurea in architettura a Firenze dove tuttora vive e lavora. Accademico Ordinario e Vicepresidente della Classe di Architettura all'Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze. Ha insegnato Progettazione architettonica alla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano e Composizione al Corso di Design Industriale all’ISIA Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, Si occupa di progetti che spaziano dalla scala territoriale a quella urbana sino al progetto di interni per il quale sviluppa, da anni, componenti d'arredo con le più importanti industrie italiane del settore, sia nella produzione industriale che in quella d'avanguardia, nel campo del vetro, ceramica, marmo, illuminazione e accessori per l’arredamento. Le esperienze maturate in trent’anni di attività professionale convergono, nel 2011, nella P&M palterer medardi architecture s.r.l., ( www.pmarchitecture.it ) una società strutturata per offrire servizi di consulenza, progettazione urbana e architettonica, exhibition e graphic design, promozione culturale e territoriale. Consolidata esperienza nell’ambito nel recupero e nel restauro (in modo particolare di manufatti storici vincolati di grande pregio) e nella valorizzazione di beni storico-archeologici/musei, comprovata da progetti realizzati e in corso, come l’allestimento della sala dedicata alle opere di arte rinascimentale tra cui il “Dio fluviale” di Michelangelo nel Palazzo dei Beccai e il recupero a itinerario di visita degli ambienti interrati del Cortile di Michelozzo” in Palazzo Medici Riccardi, con il progetto degli allestimenti espositivi dei ritrovamenti. Notevole anche l’attività espositiva con mostre personali o collettive nei più importanti luoghi deputati nazionali e internazionali. I suoi lavori sono presenti nella stampa specializzata internazionale e sulla sua opera sono stati pubblicati volumi per le Edizioni L'Archivolto di Milano e Vallecchi di Firenze.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here