Ricordando Zvi Hecker, architetto sognatore 

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Centro cultrurale ebraico a Duisburg. Foto di "No machine-readable author provided. Nomo assumed (based on copyright claims). - No machine-readable source provided". Own work assumed (based on copyright claims)., CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2615686

di David Palterer

L’architetto Zvi Hecher (31 maggio 1931 – 24 settembre 2023) è mancato all’età di novantadue anni a Berlino, dove aveva scelto di vivere da quando vi aveva realizzato la scuola dall’impianto ispirato alla geometria del fiore del girasole.

Nato a Cracovia, a causa della Seconda guerra mondiale passa la sua infanzia con la famiglia da rifugiato in USSR, prima nel gelo della Siberia, dove un folto gruppo di ebrei scampati all’orrore nazista si era ritrovato prigioniero, poi, una volta rilasciato, a Samarcanda, in Uzbekistan, dove vive fino alla liberazione della Polonia.

Zvi Hecker. Foto di Jarnemec – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=46468038

Come lui stesso racconta, uno dei suoi insegnanti, anche lui tra quei nomadi per costrizione, è stato l’architetto Itzhak Palterer che, portandolo con sé a disegnare le meravigliose architetture musulmane del luogo, gli rivela le sue inclinazioni iniziandolo, inconsapevolmente, a quel “mestiere” per cui, diversi anni dopo, prenderà la laurea al Technion di Haifa con Alfred Neuman, un altro architetto immigrato in Israele a seguito della grande guerra.

Hecker realizza i suoi primi lavori proprio con il suo maestro, spesso suscitando polemiche per la loro audace concezione formale ispirata a elementi geometrici puri.

Ramat Gam. Casa a spirale. Foto di Aviad2001 – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2885368

Di quel periodo progetti di rilievo sono la sede del comune della città di Bat Yam, al confine sud di Jaffa, e la sinagoga dalla forma di cristallo nel deserto del Negev. A Ramat Gan realizza due condomini: Beit Dubiner dove abitava, fondato sull’impianto aggregativo spaziale di esagoni che ha ispirato Moshe Safdie nel suo Habitat canadese, e la “casa spirale”, studiando le regole geometriche ordinatrici dei semi del fiore di girasole. L’esperienza di questa costruzione, caratterizzata dall’uso di materiali poveri e tecnologie costruttive elementari che tendono lo sguardo all’arte povera, sfocerà anni dopo nel suo progetto della scuola di Berlino.

Appartamenti a Ramot Polim. Foto di Hagai Agmon-Snir حچاي اچمون-سنير חגי אגמון-שניר – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=131529566

La progettazione architettonica di Hecker è costantemente accompagnata da un’ossessiva produzione di disegni di grandi dimensioni, alla ricerca della potenzialità della forma e dello spazio, ricerca che diventa oggetto di numerose mostre in musei e gallerie d’arte. Tra queste, memorabile è quella del 1981 a Firenze, nello spazio di Vera Biondi, cha ha come tema Gerusalemme e l’architettura per la Pace.

Ancora in Italia, Bruno Zevi gli dedica un libro e nei suoi articoli, ad esempio per le riviste Zodiaco e Domus, gli rivolge sovente una particolare attenzione.

Nel 1991 rappresenta Israele alla Biennale di Venezia, nel 1996 espone nuovamente alla 6ª Biennale nell’ambito della “Architettura come Sismografo”, così alla 7ª Biennale di architettura nel 2000 e alla 9ª nel 2004.

Tiene inoltre numerose conferenze, tra le quali una lectio magistralis al Politecnico di Milano, e in ogni occasione considera importante ribadire il suo pensiero sul ruolo primario dell’architettura, ovvero modellare intorno alle persone uno spazio protettivo, un luogo psicologicamente rassicurante che però non va scisso dalla necessità di essere funzionale.

L’architettura – diceva – non è solo da vedere ma deve essere vissuta!”

 

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DAVID PALTERER ARCHITETTO Nasce in Israele nel 1949, e si laurea in architettura a Firenze dove tuttora vive e lavora. Accademico Ordinario e Vicepresidente della Classe di Architettura all'Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze. Ha insegnato Progettazione architettonica alla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano e Composizione al Corso di Design Industriale all’ISIA Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, Si occupa di progetti che spaziano dalla scala territoriale a quella urbana sino al progetto di interni per il quale sviluppa, da anni, componenti d'arredo con le più importanti industrie italiane del settore, sia nella produzione industriale che in quella d'avanguardia, nel campo del vetro, ceramica, marmo, illuminazione e accessori per l’arredamento. Le esperienze maturate in trent’anni di attività professionale convergono, nel 2011, nella P&M palterer medardi architecture s.r.l., ( www.pmarchitecture.it ) una società strutturata per offrire servizi di consulenza, progettazione urbana e architettonica, exhibition e graphic design, promozione culturale e territoriale. Consolidata esperienza nell’ambito nel recupero e nel restauro (in modo particolare di manufatti storici vincolati di grande pregio) e nella valorizzazione di beni storico-archeologici/musei, comprovata da progetti realizzati e in corso, come l’allestimento della sala dedicata alle opere di arte rinascimentale tra cui il “Dio fluviale” di Michelangelo nel Palazzo dei Beccai e il recupero a itinerario di visita degli ambienti interrati del Cortile di Michelozzo” in Palazzo Medici Riccardi, con il progetto degli allestimenti espositivi dei ritrovamenti. Notevole anche l’attività espositiva con mostre personali o collettive nei più importanti luoghi deputati nazionali e internazionali. I suoi lavori sono presenti nella stampa specializzata internazionale e sulla sua opera sono stati pubblicati volumi per le Edizioni L'Archivolto di Milano e Vallecchi di Firenze.

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